Con il termine bio remediation si fa riferimento ad una delle tecniche più utilizzate per bonificare i siti contaminati: il processo è basato sulla rapida evoluzione dei microrganismi, dovuta al loro breve ciclo di riproduzione, che gli consente di usare la fonte alimentare più accessibile: i rifiuti industriali presenti nel terreno.

L'innovazione che proponiamo utilizza, per il risanamento dei terreni contaminati, non microrganismi, ma la comunità fungina presente (autoctona): lo scopo dei nostri progetti è applicare la capacità di degradazione dei micro funghi agli idrocarburi complessi ed ai metalli pesanti nel suolo per portare il valore dell’ inquinamento entro i limiti di legge (colonna A e B del D.L. 152/2006).

A tale proposito, per avere la certezza di dare un valore alla nostra proposta, abbiamo impostato una serie di test applicando le seguenti procedure operative per gli IDROCARBURI.

- sono stati riempiti dei contenitori trasparenti in pvc con kg. 25 di terreno

- sono stati individuati tre tipologie di terreno naturale sabbioso/ghiaioso argilloso

- i terreni sono stati contaminati con una miscela di idrocarburi leggeri e pesanti ad una concentrazione di 3000 ppm. ca

- sono stati individuati due tipi di funghi - sono state utilizzate due concentrazioni di funghi.

Per completare la prova sono state create tre contenitori di terreno pulito (bianco) per controllare l’andamento del terreno non trattato.

 

E' stato predisposto un secondo set di prove, applicando le stesse procedure operative, per verificare la capacità di accumulo con i METALLI

- sono stati riempiti dei contenitori trasparenti in pvc con kg. 20 di terreno

- è stata individuata una sola tipologia di terreno: naturale

- i terreni sono stati contaminati con tre metalli pesanti: Cromo VI, Zinco , Nichel

- è stato utilizzato un tipo di fungo

- sono state utilizzate due concentrazioni.

Sulla superficie dei contenitori è stato posto uno speciale tessuto il cui scopo è accumulare i metalli pesanti da una profondità di cm 30 ca.